Nato il 18 ottobre 1960 a Sint-Agatha Berchem, in Belgio, con il vero nome di Jean-Claude Van Varenberg, di Kung-fu (et similia) Van Damme se ne intende davvero.
Pratica il karate fin da quando era in fasce e, come se non bastasse, ha anche intrapreso lezioni di danza e di body-building. A soli sedici anni vince l'European Professional Karate Association's, titolo che lo galvanizza e lo porta ad aprire una sua palestra.
La terra dei sogni però, come si sa, sono gli USA; detto fatto, vende tutto e si trasferisce nella laica terra promessa per cercare fortuna.
In California incontra Menahem Golan, già produttore dell'esagitato Chuck Norris, e riesce a stupirlo con la sua celebre spaccata fra due sedie.
Nel 1987 dopo alcuni film di Hong Kong come "Monaco Forever" e "American Kickboxer", ottiene il suo primo ruolo da protagonista in "Senza esclusione di colpi", film ispirato alla vera storia di Frank Dux, ex-marine famoso per aver sostenuto centinaia di incontri clandestini di ninjutsu.
Ben presto la sua attività si fa molto intensa e conquista i ruoli migliori in numerosi film di genere come "Cyborg", preso in scarsa considerazione dai nostri distributori che lo hanno tenuto pochissimo nelle sale, e "L'ultimo guerriero", una delle pellicole che gli hanno dato più soddisfazione (lusinghiero successo al botteghino e tutt'ora grandemente affittato nel circuito dell'home video).
Ma la vita non è tutta un set O forse si, visto che il nostro eroe è celebre nell'ambiente anche per essere un instancabile "tombeur de femme". Non frequenta party, si espone poco, ma ha sempre una quantità invidiabile di relazioni, anche se nel 1984 è stato sposato per breve tempo con Maria Rodriguez e, due anni dopo, con Cynthia Derderian. Non finisce qui: lasciata la Derderian, si sposa con l'attrice Gladys Portugues, dalla quale divorzia nel 1993 per sposare l'anno successivo Darcy LaPier dalla quale ha un figlio. I matrimoni in casa van Damme durano poco.
Tra le altre sue celebri pellicole sempre molto violente e scalmanate, dai ritmi assai sostenuti, ricordiamo "Lionheart - Scommessa vincente", "Colpi proibiti", "I nuovi eroi", "Accerchiato" e "Double impact", dove il doppio impatto del titolo è rappresentato dal fatto che l'attore combatte con se stesso. In "Senza tregua", è diretto dal regista cult John Woo(poi regista di "Mission: Impossible 2", con Tom Cruise), mentre con il futuristico "Timecop" approda finalmente ad una produzione di serie A.
Jean Claude continua ad impegnarsi moltissimo nel suo lavoro, anche recandosi spesso ad Hong Kong per migliorare le sue tecniche nelle arti marziali, partecipa a film di successo come "Streetfighter" - ispirato all'omonimo videogioco - e "A rischio della vita".
Nel 1996 realizza un suo grande sogno, quello di dirigere un esemplare film d'azione: "La prova", storia ambientata negli anni venti con tanto di pirati e combattimenti in stile.
Quando la moglie Darcy lo denuncia per abusi sessuali e uso di sostanze stupefacenti, la sua popolarità subisce un durissimo calo.
Nel 1996 entra in una clinica di disintossicazione. Dopo questa battuta d'arresto torna a essere diretto da registi di Hong Kong con "Maximum risk" di Ringo Lam, girato in Francia, e "Double Team" di Tsui Hark.